Sei notti a Madeira: levadas, la cresta alta, due coste
Un'isola atlantica dove camminare è lo scopo del viaggio e la sabbia non lo è. Sei notti a maggio per due viaggiatori, divise tra la costa sud e un villaggio sul versante nord: due lunghe camminate lungo le levadas, un'alba sulla cresta, e un'auto a noleggio, perché le valli non comunicano tra loro.
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A chi è adatto questo viaggio
Una forma fisica ordinaria, scarponi già rodati prima della partenza, e nessuna voglia di stare fermi: è a questo tipo di viaggiatore che si rivolge questa settimana. L'idea organizzatrice è dormire su entrambi i versanti dell'isola invece di attraversarla ogni giorno, perché nord e sud vivono meteo diversi nello stesso pomeriggio, e questo si capisce solo dall'interno. Maggio è il punto di equilibrio nei nostri rilevamenti: 23,4 °C di giorno, 17,4 °C di notte, e 35,2 mm di pioggia in sei giorni con precipitazioni misurabili, contro 655,4 mm e 79 giorni piovosi nell'arco dell'anno. Luglio e agosto sono ancora più secchi, 3,1 mm e 4,4 mm, ma sono i mesi affollati e i versanti hanno già finito di fiorire. Una cena in un villaggio di montagna costa una frazione dello stesso piatto sulla marina, e questo determina dove dorme questa settimana.
Giorno per giorno
Giorno 1 — Arrivo e Funchal a livello del suolo
L'aeroporto si trova quattordici chilometri a est della capitale, e la superstrada rende il trasferimento breve, una ventina di minuti circa, quasi tutto in galleria. Dedichi il resto della giornata a Funchal a piedi: il mercato coperto con il suo banco del pesce e la sua parete di azulejos dipinti, il centro storico dove ogni porta è stata dipinta da un artista diverso, e i giardini impilati sul pendio sopra la baia. Percorra il lungomare verso ovest finché gli edifici cominciano a diradarsi. Ceni presto, perché l'isola segue gli orari della campagna e non quelli del continente, e domani inizia molto prima dell'alba.
Giorno 2 — Salita a Monte, poi una levada costiera bassa
Salga in funivia dal lungomare fino al villaggio adagiato sullo sperone sopra la città: diverse centinaia di metri di dislivello in un quarto d'ora, e la dimostrazione più chiara di come la città si impili sul pendio. Percorra con calma il giardino tropicale del luogo, poi scenda in strada invece che con la slitta di vimini, che è più una fotografia che una discesa. Nel pomeriggio prenda una levada costiera, scelta deliberatamente bassa. Questi canali di irrigazione seguono le curve di livello del pendio, così la pendenza resta quasi piatta mentre il vuoto accanto non lo è. Resti oggi sotto la coltre di nuvole.
Giorno 3 — Alba sulla cresta tra le due vette
Parta prima dell'alba per il sentiero d'alta quota che collega i due punti più alti dell'isola. È scavato nella roccia oltre i milleseicento metri, con scalinate, gallerie e vero e proprio strapiombo, ed è l'unica camminata qui che richiede assenza di vertigini e strati caldi; la temperatura lassù non ha alcun rapporto con i valori della costa. Partire presto ripaga due volte: la nuvola in genere riempie le valli dal basso nel corso della mattinata, e il parcheggio trabocca. Verifichi la sera prima che il sentiero sia aperto, perché la pioggia forte lo chiude. Trascorra poi il pomeriggio nel modo più basso, piatto e orizzontale possibile.
Giorno 4 — Attraverso il valico verso la foresta di laurisilva
Carichi l'auto e attraversi l'isola dal valico centrale, poi scenda nella laurisilva del versante nord: bosco autenticamente antico e non un parco piantumato, ed è il motivo del riconoscimento Unesco. La camminata classica segue un canale tra alberi coperti di muschio fino a una cascata in fondo a una valle, e attraversa gallerie di roccia non illuminate dove la torcia del telefono non basta. Una torcia frontale non è facoltativa. Preveda gran parte della giornata, perché il ritorno ripercorre lo stesso sentiero. Pernotti in un villaggio della costa nord, dove la sera è più fresca e molto più buia che al sud.
Giorno 5 — Piscine di lava, la vecchia strada costiera, l'altopiano
Dedichi la mattina alle piscine naturali all'estremità nordoccidentale dell'isola, dove la lava ha formato vasche che il moto ondoso riempie e svuota; fare il bagno lì è quanto di più simile a una giornata di spiaggia offra Madeira. Percorra poi la vecchia strada costiera dove ancora sopravvive, una singola corsia scavata sotto scogliere gocciolanti e attraverso gallerie scavate a mano, oggi bypassata e tanto meglio per questo. Salga in seguito sull'altopiano d'alta quota al centro dell'isola, privo di alberi, battuto dal vento e senza alcuna somiglianza con la costa un'ora più in basso. Ridiscenda dal versante ovest, tra vigneti terrazzati, fino al suo villaggio per la notte.
Giorno 6 — Ritorno a sud passando per l'ovest, terrazza panoramica e cantine
Torni lentamente verso la costa sud, passando per l'ovest e non attraverso le gallerie. La terrazza panoramica a ovest della capitale ha un pavimento di vetro e diverse centinaia di metri di vuoto sotto di sé, che è o il momento clou della giornata o qualcosa davanti a cui si passa oltre; sotto di essa, una terrazza di viti ancora lavorata a mano scende fino all'acqua. Di ritorno nella capitale, dedichi il tardo pomeriggio alle cantine, dove il vino liquoroso dell'isola invecchia al calore invece che in cantina sotterranea. Faccia l'ultima cena nel centro storico invece che sulla marina.
Giorno 7 — La nuda penisola orientale, poi la partenza
Guidi verso est oltre l'aeroporto fino alla penisola che chiude l'isola, e la percorra a piedi. Tutto ciò che è verde finisce: la roccia resta nuda, rossa e stratificata, il vento non si ferma mai, e il sentiero corre su una dorsale con mare aperto su entrambi i lati, un'ora all'andata e altrettanta al ritorno. Sembra un'isola diversa perché è una geologia diversa, ed è l'unica camminata qui senza un solo albero. Si sciacqui nella baia ai piedi della penisola, poi concluda il breve tragitto fino al terminal, che sorge su palafitte sopra l'acqua.
Aggiornato il 21 settembre 2026.